Si propone che le politiche industriali siano legittimate da una partecipazione delle imprese con una rappresentanza basata sulla base imponibile IRAP. Gli interventi devono indicare gli obiettivi misurabili di incremento dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e, se raggiunti, la possibilità di ridefinirne altri in una logica di responsabilizzazione finanziaria e di cooperazione strategica (nell’eccezione della teoria dei giochi ripetuti).
L’idea scardina le tradizionali e poco trasparenti rappresentanze industriali e che gli eletti siano gli unici depositari degli interessi collettivi.
Ma è proprio la responsabile partecipazione democratica dei contribuenti che rende innovativa la proposta in un paese con un senso civico ormai ridotto a un barlume.
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