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Al Direttore.
Supponiamo che Draghi avesse annunciato la Outright Monetary Transaction a novembre. Sarebbe iniziato il processo volto a definire le “condizionalità”, cioè gli impegni atti a conseguire il pieno aggiustamento macroeconomico oppure ad attuare le misure correttive richieste dal programma preventivo dell’Efsf. Intanto i mercati avrebbero reagito positivamente, lo spread sarebbe diminuito, nel generale entusiasmo sarebbe migliorato anche il clima politico nella maggioranza: è ipotizzabile che le dimissioni di Berlusconi non ci sarebbero state.
Né rimpianti né recriminazioni, la storia non si scrive con i se. Dimostrazione, invece, che quando la Bce varca il limite della politica monetaria ed entra nella politica fiscale, entra nella politica nel senso più ampio del termine; che quando lo fa in modo discrezionale, entra nella politica in modo discrezionale; che anch’essa è soggetta alle conseguenze inintenzionali di atti intenzionali. Inintenzionali e magari non gradite: forse oggi a Palazzo Chigi non ci sarebbe Mario Monti.
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