
✍️ Pubblicato il 03 Aprile 2026
Al Direttore
Con Luciano Violante avevo passato vacanze con amici comuni in quel di Cogne. La politica rese l’amicizia più intensa. Entrambi nel Partito democratico, io senatore la prima volta nel 1994, Luciano deputato nel 1979. Sovente lo invitavo a cena in un ristorantino in una viuzza dietro il Senato. Si finiva presto a parlar di politica, io novellino, lui di lunga esperienza e importanti incarichi davanti. Ricordo una sera in cui si parlò di magistratura, di giudici e pubblici ministeri. Io sostenevo che noi si dovesse promuovere la netta separazione delle due funzioni e delle due carriere. Non così Luciano che anzi sosteneva il contrario, che giudici e pubblici ministeri non dovessero mai dimenticare di essere entrambi magistrati, e che dovessero studiare e crescere insieme, per avere cultura e mentalità comuni. Mi convinse e da allora, quando la conversazione verteva su questo tema, sostenni la sua autorevole tesi. Ma è con serena convinzione che ho votato Sì all’ultimo referendum.
Franco Debenedetti
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