→ gennaio 10, 2025

Al direttore.
Dal 1870 il Papa è infallibile. Lo era anche nell’897, quando Stefano VI ordinò di riesumare il corpo del suo predecessore, Papa Formoso, morto da alcuni mesi. Il cadavere di Formoso fu rivestito dei paramenti papali, posto su un trono e sottoposto a un processo in cui Formoso fu accusato di usurpazione del pontificato; al termine il cadavere fu dichiarato colpevole, privato delle insegne papali, le sue decisioni furono annullate e il corpo fu gettato nel Tevere. Non c’è bisogno di ricorrere a tanto macabri precedenti quando si sentono provenire dal soglio di Pietro affermazioni e giudizi sulle attuali vicende di Israele che anche cattolici giudicano aberranti e non condivisibili. Bisogna ricordare che l’infallibilità del Pontefice si dà solo in circostanze specifiche: che parli come guida suprema della Chiesa universale (ex cathedra), che l’insegnamento riguardi la fede o la morale, che sia espresso con l’intento di vincolare tutta la Chiesa. Ma esiste lo scandalo, e questo turba non solo il popolo dei credenti: nel 2024 come nell’897.
→ dicembre 16, 2024

Franco Debenedetti. Due lingue, due vite.
I miei anni svizzeri. 1943-1945
di Franco Debenedetti
2024, Marsilio Arte
Due lingue: l’altra è il tedesco. Lo imparai per poter frequentare la prima e la seconda ginnasio di Lucerna, la città in cui vissi i miei anni svizzeri, da dicembre 1943 a luglio 1945.
Averlo imparato ha cambiato la mia vita, alla Kantonsschule incominciò il pellegrinaggio laico, mai poi interrotto, in una cultura conosciuta ed amata attraverso la sua lingua: da Goethe a Schiller, da Thomas Mann a Thomas Bernhard, ma anche, per estensione, da Bach a Schönberg, da David Kaspar Friedrich ad Anselm Kiefer. Fu col tedesco, che il bambino che riempiva i suoi diari con perfetta calligrafia infantile, diventò un adolescente sulle orme di un Wilhelm Meister.
Anche l’altra metà del titolo deriva da quella esperienza: Thomas Mann, nel Doctor Faustus, la mette in bocca ad Adrian Leverkühn, in cui egli personifica l’inventore della musica dodecafonica,: “in quegli anni la vita scolastica coincide con la vita stessa, l’una vale l’altra”.
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→ dicembre 7, 2024

Dal 2035 non si potranno immatricolare più automobili con motore endotermico e già oggi si chiudono o si trasformano le fabbriche che le producevano. Abbondano le analisi delle conseguenze quantitative e qualitative sui lavoratori, quelli impiegati nelle fabbriche che le producevano e quelli nell’indotto, sia di componenti sia di servizi. Si è trascurata però un’altra conseguenza, l’inevitabile rottamazione di un altro patrimonio, quello della cultura tecnologica necessaria per la costruzione dell’automobile. Per costruire il modello T, Henry Ford introdusse nelle sue fabbriche la catena di montaggio: da allora è stato un continuo segmentare ogni fase di lavorazione, per renderla più efficiente guadagnando per ognuna frazioni di secondo, e costruendo le macchine che lo rendessero possibile. Da un lato, l’analisi tempi e metodi, dall’altro lato lo sfruttamento dei lavoratori che essa rendeva possibile: accanto alla metodologia per assegnare tempi si organizzava la resistenza dei lavoratori allo sfruttamento che essa rendeva possibile.
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→ dicembre 2, 2024

Al Direttore.
Poco meno di un anno fa i giudici dell’Aia della International Criminal Court (Icc) emisero un mandato di cattura internazionale contro Putin, ufficialmente ricercato con l’accusa di crimini di guerra per avere deportato bambini e adolescenti ucraini in Russia. Infatti, secondo quanto definito dalla Convenzione sul genocidio del 1948, il trasferimento forzato di una popolazione costituisce genocidio, un crimine contro l’umanità che i giudici dell’Aia hanno giustamente sanzionato.
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→ settembre 10, 2024

Al direttore.
“Bravo signor padrone, / ora incomincio a veder schietto tutto il vostro progetto, / A Cernobbio, è vero? / Voi ministro, io corriero / e la Rosaria segreta ambasciatrice, / Non sarà, non sarà, Dago il dice” (Da Ponte, “Le Nozze di Figaro”).
→ giugno 18, 2024
Giusti son due, e non si sono intesi;
superbia, invidia e avarizia sono
le tre faville c’hanno i cuori accesi.
Calenda ed il Matteo che fuor si degni
Tonio Tajan’, Bobo Giachetti e ‘l Magi
e li altri ch’a ben far puoser li ’ngegni.