→ aprile 20, 2012

di Riccardo Ruggeri
Questa rubrica non entra in polemica con alcuno (la polemica la paragono all’onanismo), due lettere al Corriere, scritte da persone che stimo, mi costringono però a intervenire. Lo faccio in modo “obliquo”. I fatti. Milena Gabanelli da Report lancia un’idea: creare un “dissuasore” (termine orrendo) contro l’uso del contante, applicando una tassa del 33% al suo deposito-prelievo. Franco Debenedetti e Natale D’Amico ci ragionano, argomentano. Milena Gabanelli risponde col suo stile.
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→ aprile 16, 2012

A Universe from Nothing:
Why There Is Something Rather than Nothing
by Lawrence Krauss
Free Press, 2012
pp. 224
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→ aprile 15, 2012

di Milena Gabanelli, Stefania Rimini
Perché Serve Imparare a non Usare Contanti
È stato ucciso per 300 euro il salumiere quarantenne, padre di due figli, nella rapina di venerdì scorso a Ruvo di Puglia. L’ ennesima tragedia che si aggiunge alla lista già lunga di benzinai, tabaccai, farmacisti, gioiellieri trucidati per rubare l’ incasso. Ci sono anche le vite umane dentro al prezzo incalcolabile di un’ abitudine tutta italiana: pagare in contanti. Da noi la percentuale arriva al 91% delle transazioni, contro il 59% della Francia il 65% del Regno Unito.
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→ aprile 14, 2012

di Lamberto Dini e Natale D’Amico
Caro direttore, in questi giorni i mercati hanno di nuovo dato segnali di sfiducia nei confronti del nostro debito sovrano II famigerato spread (la differenza fra il rendimento dei nostri titoli e quello degli analoghi titoli tedeschi) è tornato a salire. Ciò avviene nonostante le ingenti manone di correzione dei conti pubblici messe in campo nel 2011, specie dal governo Monti, che hanno portato la pressione fiscale su famiglie e imprese a un livello record sia rispetto alla nostra storia passata sia nel confronto internazionale.
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→ aprile 8, 2012

di Guido Rossi
Se per una sorta di Odissea nello spazio e nel tempo, ad esattamente quattro secoli di distanza, rivivesse il grande filosofo Francesco Bacone, scoprirebbe che questo periodo, lungi dall’aver abbandonato ogni sorta di ideologie come si è soliti sostenere, s’è abbarbicato a fantasmi metafisici ancor più gravi. Bacone non avrebbe alcuna difficoltà a qualificare come “idola fori” (idoli del mercato) che sfuggono alla realtà, ma tuttavia condizionano i comportamenti umani e in modo particolare quelli dei governanti, quei principi ideologicamente indiscussi e a loro volta componenti di una catafratta ideologia. La tesi che all’inizio della crisi economica pareva destinata a esser messa in discussione, ma non lo è, sta tutta nel riconoscimento di astratti e opachi sovrani che vengono chiamati “mercati”, e che paiono comandare il mondo.
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→ aprile 3, 2012
Law of unintended consequences
Because it is a building block of economic science,
It helps understand
how market economy works
The limits and consequences of economic policy
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